Greyhound - Le esposizioni

Una data fondamentale nella storia della nostra razza è il 1859, anno in cui in Inghilterra fu organizzata la prima esposizione canina.

Questo nuovo genere di competizione attrasse alcuni allevatori che iniziarono a parteciparvi con i loro soggetti migliori; fu redatto uno standard di razza, creato per descrivere il Greyhound dalle forme ideali, e numerosi levrieri furono selezionati per partecipare con uguale successo sia alle prove pratiche sul campo che alle esposizioni, prove di bellezza funzionale teorica.

 

Con il passare del tempo, però, le esposizioni purtroppo divennero sempre più distanti dal lavoro, sia per un mutamento nelle idee degli allevatori inglesi, che iniziarono a vedere nella sola partecipazione alle esposizioni già una funzione richiesta dal cane, che per la natura stessa delle esposizioni, che troppo spesso porta a valorizzare i soggetti con caratteristiche spinte all'eccesso piuttosto di quelli armonici e funzionali.

Bellezza e lavoro nel paese d'origine si allontanarono sempre più e si formarono due distinte correnti, anche se non mancarono nuovi apporti di sangue da coursing nei cani da show, tanto che il celeberrimo Campione Inglese di Bellezza Treetops Hawk, unanimemente considerato il capostipite del Greyhound moderno, discendeva non soltanto dai campioni di bellezza degli anni trenta - a loro volta non troppo lontani dai Greyhound da lavoro - ma anche da alcune linee da coursing.

Treetops Haw, allevato da quella eccezionale signora che è Judy de Casembroot, fu il padre di trenta campioni, fra i quali ch. Treetops Golden Falcon, noto per aver vinto, nel 1956, il titolo di miglior soggetto dell'esposizione, o Best in Show (B.I.S.) al Cruft's, la più importante esposizione inglese.

Naturalmente anch'io ho utilizzato le correnti che provengono da Hawk ed in alcuni miei prodotti è possibile trovarlo alcune decine di volte, a sottolineare ancora quanta influenza questo magnifico stallone abbia avuto.

A proposito dei Greyhound da esposizione abbiamo un'altra sfaccettatura molto interessante della nostra poliedrica razza. Molti di quei levrieri, infatti, anche se da anni non sono stati più selezionati per le loro qualità venatorie, hanno conservato un grande istinto per la caccia, con una passione sfrenata per l'inseguimento ed un'ottima presa, tanto da essere senza dubbio utili per un eventuale impiego pratico e rendendo in questo modo onore alle loro origini.

Se in Inghilterra qualche allevatore selezionasse ed usasse per la caccia i Greyhound da esposizione, questi si diffonderebbero maggiormente creandosi una possibilità in più di di sistemazione per i cuccioli.

Se vivessi in quel paese ci proverei senz'altro; in Italia, purtroppo, la caccia con il levriero sostanzialmente non è più praticata e questo è uno dei motivi dell'attuale scarsa diffusione del Greyhound nelle nostre regioni.

L'attitudine sportiva la si ritrova maggiormente evidenziata nelle linee che producono i soggetti più armonici ed equilibrati e d'altra parte è inevitabile che Greyhound di taglia ed ossatura simili ad Alani, oppure con difetti funzionali molto gravi quali lo sterno corto, il torace piatto ed alto in modo abnorme e l'omero corto, non siano in grado di cacciare pur con tutta la buona volontà che ci possano mettere.

Purtroppo questi difetti non incidono sulla appariscenza del cane, anzi l'accentuano, e per questo, troppo spesso non vengono penalizzati come dovrebbero e contribuiscono a creare quel grande divario che frequentemente esiste fra i modelli da lavoro e quelli da esposizione.

Il Greyhound, un allevatore racconta, Gilberto Grandi, 1991 By Gaetano Turrini editore, Arco (Tn)