Tra standard e funzionalità nei levrieri - lezioni dal campo da coursing di Dan Belkin

Dan Belkin, Phd all'Università della Florida, biologo evoluzionista, dal 1961 fu allevatore di Saluki da corsa, con l'affisso Bayt Shain. Durante il seminario tenuto presso il Saluki Club dell'American National Speciality l'11 giugno 1993, conclude il suo intervento con questo pensiero: " I WANT YOU TO LEAVE HERE with this idea: things you cannot see are more important than things you can. There are many things about Salukis that a judge can't see and can't feel, and functionally, those things are more important than the visible and palpable ones."

 

Quello che Balkin ha sempre sostenuto sui saluki può essere vero soprattutto per gli altri levrieri come Greyhound e Whippet:le cose che non si possono vedere sono più importanti di quelle che appaiono.

I levrieri sono razze antiche, che seguivano i rispettivi popoli nelle loro migrazioni: i Greyhound seguirono i Celti, popolazione Indoeuropea,  penetrata in Europa centrale a metà del III millennio a.C. a partire dalle steppe a nord del Mar Nero, durante le migrazioni verso l’isola di Gran Bretagna nel VII secolo a.C., per poi diffondersi dal XIX secolo in America del Nord e in tutte le colonie inglesi; i Saluki erano presenti in tutto il Medio Oriente, dalla Siria all'Egitto, al sud dell’Iraq con diversi tipi a seconda dell’area geografica in cui si erano sviluppati.

Ciò che ha portato alla differenziazione dei levrieri nel corso della storia, a seconda dei popoli, sono stati fondamentalmente il clima, la conformazione del terreno, il tipo di preda, e la cultura delle popolazioni che li hanno allevati e selezionati.

Anche il tipo di fauna locale, ovvero di preda ha avuto un'enorme importanza sul tipo di levriero che si è andato a sviluppare in una determinata area del mondo, perciò avremo i Greyhound per la caccia alla lepre, il Borzoi ed Irish Wolfhound per la caccia al lupo.

Addirittura di saluki ne esistono diverse tipologie, quelle più possenti e veloci per la caccia alla lepre, quelle più leggere e resistenti per la caccia alla gazzella.

Così un Greyhound che deve cacciare le  lepri su campi aperti, pianeggianti, tipici delle lande inglesi, è uno scattista che esprime tutto il suo potenziale correndo 1 miglio (1,85 km) in poco meno di un minuto e mezzo, mentre i Saluki sono dei mezzofondisti che possono correre 2 miglia (3,7 km) in meno di 4 minuti con una velocità di 53 km/h, hanno una conformazione che gli consente di correre sia su terreni accidentati, sabbiosi o rocciosi sia su terreni lisci.

Infine, poiché in tutte le culture i levrieri erano cani posseduti dai ceti più alti dell’aristocrazia, Celti prima e britannici dopo, Arabi, Africani ecc.. non hanno allevato i levrieri solo perché sapessero cacciare, ma anche per la loro bellezza, andando ad influenzare in tal senso le caratteristiche morfologiche nel tempo.

Ora per questi motivi di natura storica e geografica, di ogni razza di levriero ne esistono molti "tipi", ma ad un certo punto è stato deciso che erano tutti la stessa cosa e ne hanno definito uno standard per uniformarne le caratteristiche morfologiche.

Da questa "fortuna" se così la possiamo chiamarla, ne deriva uno standard molto "annacquato" come lo definisce lo stesso Belkin, per cui puoi allevare il "tipo" che preferisci e rimanere ancora all'interno dello standard.

D'altronde la definizione dello Standard di razza è un concetto estremamente artificiale dal punto di vista biologico, il ruolo dello standard è quello di andare a "rompere arbitrariamente" quel continuum che esiste tra le diverse razze.

Lo standard si preoccupa di distinguere Greyhound rispetto al Whippet o al Saluki, andando a dettagliare le caratteristiche particolari che differenziano una razza dall'altra.

Ecco dunque che il Greyhound avrà "proporzioni generose" per differenziarlo dalle altre razze levriere che sono più snelle e agili come il Saluki che "Deve dare l'impressione di grazia, armonia e resistenza".

Da questo punto di vista esemplare è lo standard FCI dell'Irish Wolfhound, levriero irlandese che alla fine del XVII secolo rischiò l'estinzione, per poi essere ricostruito a partire da pochi esemplari originari ed incroci con deerhound, borzoi ed alani. Nell’ l'incipit del capitolo sull'ASPETTO GENERALE vi è l’esempio più eclatante di definizione per negazione e differenziazione:"L'Irish wolfhound non dovrebbe essere pesante o massiccio come l'alano, ma più del deerhound,..."

Lo standard pertanto si basa sul principio che l’aspetto, le caratteristiche visibili determinano le caratteristiche funzionali dei levrieri.

Ciò sempre secondo Belkin è profondamente sbagliato, se vogliamo cercare di preservare le capacità per le quali una razza è stata originariamente creata, non possiamo farlo solo guardando il cane, perché l’aspetto da solo non può dirci nulla di quello che il cane può fare.

Questo vale soprattutto nei levrieri le cui prestazioni atletiche, dice Belkin, non dipendono in larga parte da quanto è scritto nel loro standard.