Greyhound - caratteristiche funzionali

E' fuori discussione che nel Greyhound esistono tre modelli di base: quello da coursing, quello da cinodromo e quello da esposizione. Il problema consiste nell'individuare quale di questi rappresenta l'ideale voluto dallo standard, vale a dire il greyhound bello.

Mi sono posto questa domanda numerose volte prima di trovare una risposta che mi soddisfacesse ed è comunque questa la domanda che mi rivolge con maggior frequenza chi desidera saperne di più sulla nostra razza.

 

Premettendo che il greyhound bello non ha bisogno di definizioni particolari in quanto è il greyhound come deve essere, il greyhound basta quindi, nella sua sostanza - equilibrio, proporzioni, caratteristiche funzionali - esso va identifiicato con il modello da coursing, selezionato, cioè migliorato, per quanto riguarda la distinzione, la qualità dell'insieme e l'eleganza.

La logica farebbe supporre che il modello da esposizione dovrebbe essere la sintesi di quanto espresso nello standard poichè le mostre dovrebbero rappresentare la ricerca e l'esaltazione della bellezza armonicamente funzionale, ma come è noto, troppo spesso il significato delle esposizioni è travisato ed esse vengono trasformate in banali competizioni a chi ne ha di più, perchè se è facile valutare quando una qualità è carente, molto, molto più difficile è penalizzare un pregio quando è eccessivo.

E' in questo modo che il greyhound da esposizione ha finito col prendere forma, un modello molto lontano dall'ideale e purtroppo sempre più spesso vincitore nei ring.

Il termine greyhound da esposizione viene anche usato per indicare i cani provenienti da linee selezionate in modo specifico per le esposizioni...

Per capire bene la nostra razza è necessario tenere sempre presente che nella sua creazione, a differenza di quasi tutte le altre razze canine, l'intervento dell'uomo ha avuto un'importanza assolutamente minima, mentre è stata la funzione tanto particolare, da sempre richiesto al levriero, quella che ha realmente creato il greyhound un cane con precise caratteristiche indispensabili ed insostituibili per poter svolgere quel determinato lavoro. Quelle stesse caratteristiche noi le ricerchiamo ancora oggi e mentre tutte le altre razze sono in continua evoluzione tanto da richiedere anche revisioni periodiche degli standards, il greyhound veramente bello è da sempre lo stesso e rimarrà tale anche in futuro.

Ciò spiega perchè è tanto facile ottenere cucciolate di alto livello e frequentemente con tutti i cuccioli meritevoli della massima qualifica, ma spiega anche perchè sia tanto importante , in sede di allevamento, dare primaria importanza alle caratteristiche legate alla funzione seppur viste in un insieme di grande qualità.

 

Greyhound da corsa

Modello diffuso fra i grandi velocisti.

  1. Angolo scapolo-omerale molto aperto ed omero estremamente lungo.
  2. Costole fortemente inclinate all'indietro e molto distanziate, quindi minore altezza del torace ma enorme profondità. Fianchi estremamente rimontanti.
  3. Arcatura lombare soltanto accennata.
  4. Lunghezza del tronco superiore all'altezza al garrese, dovuta alla profondità del torace e alla buona lunghezza del rene.
  5. Posteriore ad angoli particolarmente aperti che denota enorme potenza e con coscia di eccezionale larghezza.
  6. metacarpi leggermente inclinati e piedi ovali.
  7. Taglia spesso ai valori minimi.

Ritengo non sia troppo azzardato che un greyhound con tali caratteristiche - e limitatamente ad esse - lo si possa considerare ipertipico, in quanto concretizza quel modello estremo indispensabile per ottenere il massimo rendimento in lavoro (massima velocità).

Per questo insieme di caratteristiche, anche se nessuna di esse, presa singolarmente, costituisce un difetto grave, e per la mancanza di qualità generale, non può aspirare al campionato di bellezza.

Denotano selezione morfologica scarsa o inesistente:

- il pelo grossolano ed estremamente lanoso durante i mesi invernali;

- La testa grossolana con muso corto che tende ad appuntirsi e guance piene;

- La coda rozza.

Caratteristico dei greyhound da lavoro è il collo, che, generalmente di buona lunghezza, presenta una muscolatura molto sviluppata nel suo margine inferiore, dalla punta della scapola alla gola.

 

Greyhound da esposizione (esagerato ndr)

 

  1. Molto appariscente, di grande effetto, ma con numerosi difetti come il cinto scapolare poco saldo con le scapole che pistonano, l'omero molto corto e l'ossatura pesante.
  2. Ricordo che il levriero ha gli ossi lunghi a sezione ellittica e non rotonda, forma propria dell'alano; l'osso a sezione rotonda è generalmente troppo pesante e rivela l'immissione di sangue estraneo.
  3. Alle scapole che sporgono dalla linea dorsale e che pistonano in movimento, quasi sempre si associa il cosidetto collo da pecora, cioè il collo concavo superiormente e convesso nel suo margine inferiore.
  4. Costole lunghe, ma non inclinate all'indietro e con spazzi intercostali ridotti, quindi torace relativamente sviluppato in profondità e troppo in altezza, il torace che supera il gomito intralcia il galoppo ed è soggetto a ferirsi durante l'inseguimento della preda. A questo proposito è bene aggiungere che a volte può trovarsi un torace sì molto disceso, ma costituito da costole ottimamente inclinate e ben distanziate.
  5. In questo caso il difetto riveste un'importanza molto minore e se è accompagnato da un omero lungo, anche l'armonia dell'insieme non ne è molto disturbata.
  6. Linea sternale corta. Fianchi scarsamente rimontanti.
  7. Linea dorsale con rene eccessivamente arcuato e groppa troppo inclinata. il difetto della groppa troppo inclinata potrebbe essere bilanciato - ed è l'inesauribile fonte dei greyhound da pista ad insegnarcelo - da una relativa minore lunghezza dei raggi ossei del treno posteriore, che in questo modo non perde in potenza e funzionalità. Purtroppo la groppa troppo spiovente a volte è abbinata a raggi ossei troppo lunghi, da cui deriva un treno posteriore debole ed altamente difettoso.
  8. Diffuso il tronco registrabile nel quadrato.
  9. Posteriori ad angoli troppo chiusi ed evidentemente debole.
  10. Diffuso il piede rotondo ed il metacarpo dritto.

Greyhound da coursing (da esposizione equilibrato ndr)

Il Greyhound da coursing o da esposizione con caratteristiche morfologiche e funzionali equilibrate è caratterizzato da grande tipicità, equilibrio eleganza-potenza, armonia, distinzione. Modello perfettamente in grado di sviluppare elevate velocità e di affrontare qualsiasi attività sportiva.

  1. Angolo scapolo-omerale aperto. Raggi ossei lunghi.
  2. Costole lunghe, molto inclinate all'indietro ed ampi spazi intercostali, quindi torace di corretta profondità ed altezza (il torace non supera il gomito, caratteristica accentuata della lunghezza dell'omero che sposta verso il basso il gomito stesso), linea sternale molto lunga, fianchi che rimontano marcatamente verso l'alto: questa costruzione è favorevole a processi di inspirazione ed espirazione rapidi ed ampi. Aggiungo che se il soggetto in esame è troppo in carne anche il fianco migliore può apparire pessimo.
  3. Linea dorsale con rene appena arcuato.
  4. Lunghezza del tronco superiore all'altezza al garrese.
  5. Posteriore ed angoli mediamente aperti. Coscia molto larga e muscolosa. Garretto largo. insieme che denota grande potenza.
  6. Metacarpi leggermente inclinati e piedi ovali. I metacarpi diritti ed il piede rotondo sono facilmente soggetti a fratture, non ammortizzando le forti sollecitazioni cui sono sottoposti durante la corsa. Deve sempre preferirsi un metacarpo un po' troppo inclinato ed un piede lungo e con falangi aperte, piuttosto del difetto contrario.
  7. Taglia media.

Il movimento deve poi essere perfetto - testa e collo portati in avanti e tendenti all'orizzontale, grande spinta ed allungo con movimento a pendolo di tutto l'anteriore - perchè senza il giusto movimento non può esserci un greyhound, di qualsiasi modello esso sia.

Non va penalizzato il bilanciere testa-collo portato troppo basso in movimento, va penalizzato se portato alto.

Tratto dal libro "Il greyhound, un allevatore racconta" di Gilberto Grandi